Le fessurazioni nel calcestruzzo da impermeabilizzare sono una delle
preoccupazioni principali dei progettisti e delle imprese.
Molti
prodotti e sistemi impermeabilizzanti si affannano a dimostrare doti di
"elasticità" se non addirittura di "rigenerazione" dei propri
materiali, proprio per tranquillizzare l'utilizzatore in merito al
sorgere di fessurazioni e crepe nella parete e/o nella soletta in
calcestruzzo. Il problema evidentemente esiste ed è sentito: mi
riferisco non tanto all'eventualità che il calcestruzzo fessuri,
quanto al fatto che mediamente i sistemi utilizzati falliscano
nonostante gli spergiuri di "crack bridging ability", cioè di
capacità di tenuta all'insorgere di fessurazioni.
Non si
spiegherebbe altrimenti come mai l'impermeabilizzazione sia spesso
esclusa o mal coperta dalle polizze assicurative, o come mai le cause in
tribunale relative all'edilizia riguardino in maniera preponderante le
infiltrazioni d'acqua (vedi Ricerca sui contenziosi in edilizia a cura
dell'
Associazione delle imprese di impermeabilizzazione).
In
realtà esistono molti tipi di fessurazioni, anzi molte cause di
fessurazione del calcestruzzo; quando si valuta la tenuta idraulica la
prima distinzione fondamentale è se la fessurazione sia "morta",
cioè si sia formata in una certa epoca e poi siano venute a
mancare le condizioni che l'hanno creata, oppure si tratti di una crepa
in movimento.
Nel primo caso stiamo parlando quasi sicuramente di
microcavillature, cioè di fessure di larghezza inferiore a 0,1
millimetri (un decimo di millimetro). Se la cavillatura è in uno
stato dove non ci sono tensioni residue e si trova in ambiente
fortemente umido, allora interviene un processo naturale di
"cicatrizzazione" autogena, cioè in pratica la crepa è in
grado di ripararsi da sola.
Uno studio della British Cement Association (CEMENT AND
CONCRETE ASSOCIATION, The effects of autogenous healing upon the leakage
of water through cracks in concrete, Technical Report No. 559) ha
dimostrato che in queste condizioni, se la fessurazione resta in
ambiente umido per un tempo sufficiente allora i carbonati di calcio e
le altre polveri che si sono staccate durante il formarsi della fessura
sono in grado di saturare la cavillatura depositandosi al suo interno,
fino a bloccare completamente la perdita d'acqua.
Le conclusioni di
questo studio evidenziano come fessure fino a 0,3 mm si siano rigenerate
da sole in questo modo, a prescindere dal tipo di cemento o dal tipo di
acqua utilizzato e senza nessun particolare additivo di impasto. Le
fessurazioni larghe fino a 0,2 mm si auto-saturano in 28 giorni, quelle
fino a 0,1 mm in 14 giorni circa.
Questo interessante meccanismo ha
però delle limitazioni importanti:
Per approfondirre il meccanismo di funzionamento di Vetrolfuid® si veda: come funziona il vetro liquido per calcestruzzo