Il vetro solubile è una sostanza chimica conosciuta da diversi secoli e dal 1825, grazie a Johan Nepomuk von Fuchs, si analizzò la produzione industriale di silicati di sodio idrosolubile che presero il nome di "vetro liquido" (water glass).
Il vetro solubile non è altro che il silicato di sodio:
Sul mercato esistono diversi prodotti a base di vetro solubile, che si differenziano tipicamente per i componenti aggiunti per soddisfare diverse esigenze, ad esempio ritardatori che ritardano la reazione principale al fine di assicurare una buona penetrazione oppure acceleratori che devono assicurare un rapido e corretto indurimento del vetro solubile quando inizia la reazione. Nella formulazione proprietaria di Ecobeton, al silicato di sodio viene aggiunto uno speciale catalizzatore (Evercrete®) che permette al vetro liquido di penetrare in profondità nel calcestruzzo e di fissarlo alla matrice cementizia in modo permanente . Il vetro liquido diventa così Vetrofluid.
La reazione che si scatena impregnando del calcestruzzo poroso con Vetrofluid porta alla formazione di un gel a base di silicato di calcio e lisciva:

Nella figura lo schema di un poro impregnato (a sinistra) con diffusione del calcio dalla massa del calcestruzzo e successiva precipitazione del gel e restringimento del poro dopo l'impregnazione (a destra).
Il vetro solubile comporta una precipitazione delle sostanze solide nei pori con conseguente riduzione della sezione media dei pori dello strato impregnato.
Ciò comporta:

Figura 2 - prova al porosimetro al mercurio per determinare il restringimento dei pori
Grazie al catalizzatore Evercrete®, l'effetto è drasticamente amplificato a causa dalla profondità di penetrazione (fino a 40 mm) del trattamento, rendendo Vetrofluid un prodotto ad alte prestazioni di protezione ed impermeabilità, certificato con marcatura CE di livello 2+ secondo la norma UNI EN 1504-2 "Protezione e riparazione delle strutture in calcestruzzo".