La preparazione del fondo

Approfondimento tecnico

Una attenta valutazione dello stato del fondo e una consapevole scelta del metodo di preparazione delle superfici permettono di ridurre drasticamente le probabilità di fallimento di tutti gli interventi di ripristino e/o di rinnovo di una superficie. Si suggeriscono alcune valutazioni da effettuare prima dell'applicazione dei trattamenti di impregnazione e dei rivestimenti Ecobeton e si descrivono i metodi più adatti per preparare adeguatamente il supporto.

Informazioni generali

Ogni qual volta si programmi un ripristino/rinnovo della superficie si incontrano condizioni operative ed esigenze diverse che richiedono un approccio critico nella valutazione della tipologia di rivestimento idoneo. Qualunque sia il sistema usato, la buona riuscita dell'intervento dipenderà in ogni caso da una corretta preparazione del sottofondo. La scelta del metodo idoneo all'ottenimento di un fondo sano sarà influenzata da numerosi fattori quali:

  1. 1. Condizioni intrinseche del fondo: resistenza, presenza di materiali che inibiscono l’adesione, rivestimenti precedenti.

  2. 2. Esigenze del proprietario: l’esigenza del cliente di non interrompere la propria attività oppure la sua preoccupazione di potenziali danni per l’area circostante limitano le opzioni disponibili.

  3. 3. Esigenze del materiale: i requisiti per la preparazione delle superfici saranno diversi a seconda del rivestimento prescelto.

  4. 4. Condizioni di applicazione: la temperatura e/o le condizioni meteorologiche influenzeranno la scelta dei metodi di preparazione della superficie.


A volte le superfici possono nascondere difetti che portano al fallimento del rivestimento se non vengono identificati prima di iniziare l’applicazione. 

Domande fondamentali

Il sottofondo (calcestruzzo, massetto, ecc) è strutturalmente sano?
Per prima cosa, bisogna che la superficie da rivestire sia strutturalmente sana. Nessun rivestimento stabilizza le strutture e un sottofondo incoerente non potrà essere ripristinato adeguatamente. Se la struttura è seriamente compromessa, la rimozione e il rifacimento dovrebbero essere presi in considerazione. 

È presente una barriera al vapore?
I rivestimenti Ecobeton non temono l'umidità intrinseca del getto di calcestruzzo, tuttavia bisogna prendere alcune precauzioni per non rischiare il distacco qualora la risalita di umidità dia luogo a fenomeni di saponificazione. È fortemente consigliato verificare la presenza di una barriera al vapore con il seguente test: prendere un telo di nylon 1m x 1m e sigillarlo a terra con del nastro. Dopo 24 ore, nel caso si verifichi la presenza di umidità sotto il telo, si renderanno necessarie l'apertura dei pori della superficie ed il trattamento a saturazione con Evercrete® Pavishield®. Prima di applicare il rivestimento, a non meno di una settimana dal trattamento con Pavishield®, ripetere il test dell’umidità. 

Esistono fessurazioni nella superficie da riparare?
Quando si affronta l’esigenza di riparare fessure, è importante per prima cosa stabilire la natura e l’esatta estensione del problema. Si rimanda alla scheda applicativa "SA 1 - Trattamento fessurazioni" per maggiori dettagli sulla valutazione da effettuarsi. 

La superficie che deve essere rivestita è porosa?
Si deve stabilire se il sottofondo è sufficientemente poroso per assicurare l’adeguata adesione con il rivestimento. Per verificare rapidamente se una superficie è porosa, versare dell’acqua in una piccola area di test. Se l’acqua ristagna in superficie, deve essere irruvidita. Questo metodo permette di capire anche se il fondo è stato trattato con prodotti che ostacolano l'assorbimento. Spesso prima di rivestire un pavimento elicotterato ad esempio è conveniente irruvidire la superficie. Per maggiori informazioni su quale metodo usare consulta la sezione "Metodi di preparazione". 

Esiste un rivestimento precedente?
La presenza di rivestimenti superficiali (pitture, resine, cere, ecc) può ostacolare in parte o del tutto l'adesione di un nuovo prodotto. Pertanto sarà necessario procedere alla rimozione di tali strati prima di procedere con trattamenti successivi. Per la scelta del sistema più appropriato si veda la sezione "Metodi di preparazione".

Sono stati usati antievaporanti/additivi durante il getto?
Spesso è difficile stabilire, da una mera analisi visiva, se un agente stagionante è stato utilizzato durante il getto o se sono stati usati additivi di particolare genere (aeranti ad esempio). Se si ha modo di capirlo, sarà di grande beneficio nel lungo periodo. Fra i prodotti sospettabili ci sono alcuni antievaporanti, indurenti chimici, disarmanti o additivi per ridurre o aumentare il contenuto d’aria o la lavorabilità. Gli agenti aeranti ad esempio sono talvolta responsabili di fenomeni di saponificazione a lungo termine che potrebbero portare al distacco del rivestimento, indipendentemente dal tipo di preparazione della superficie utilizzata. 

Esiste efflorescenza?
E’ importante osservare se esiste efflorescenza nell’area da trattare o nei dintorni. L’efflorescenza è un deposito salino che si accumula sulla superficie dei materiali da costruzione quando l'acqua in cui sono disciolti questi sali risale nel pavimento/muro ed evapora. L’efflorescenza è un indicatore sicuro di un problema di umidità e l’area deve essere trattata adeguatamente prima di essere rivestita. Il calcestruzzo ad esempio può essere trattato con Evercrete® Pavishield® o Vetrofluid®.

Metodi di preparazione

Idrolavaggio a pressione
Utilizzabile principalmente all'esterno ha il grosso vantaggio di rimuovere rivestimenti non ben adesi, pulire e contemporaneamente idratare il supporto. Si effettua con macchine idropulitrici ad elevata pressione (200- 1000 bar). Tale metodo di preparazione non è adatto per irruvidire la superficie quando poco porosa. 

idropulitrice

Levigatura
La levigatura con dischi diamantati è un metodo particolarmente efficace per asportare fino a qualche mm in superficie e rendere il calcestruzzo sufficientemente poroso rimuovendo strati di resina o altri trattamenti precedenti. Questa operazione produce molta polvere durante la lavorazione, perciò è necessaria una successiva pulizia delle superfici. Si utilizza in ambienti industriali.

Monospazzola per levigare e carteggiare

Carteggiatura
La carteggiatura della superficie è un'operazione possibile sia all'esterno che all'interno. Si effettua con l'ausilio di una monospazzola fornita di carta abrasive (grana variabile da 36 a 120 a seconda della condizione del supporto). Ideale quando si deve irruvidire il supporto aprendo i pori della struttura (calcestruzzo, massetto, pavimento elicotterato). Non è adatta per interventi particolarmente intensivi come rimozioni di resine, impregnanti e residui di colla. 

carteggiatura pavimento

Scarificatura (fresatura)
La scarificatura è un metodo economico e particolarmente adatto nei pavimenti esterni e/o interni in cui si devono rimuovere strati consistenti. La scarificatrice utilizza un cilindro dentato per asportare da alcuni millimetri a qualche centimetro di crosta del pavimento. E’ un metodo veloce, pratico (è una macchina di varie dimensioni che si affitta a prezzi contenuti) che però genera molta polvere e richiede successiva pulizia delle superfici. 

scarificatrice

Pallinatura
Un altro metodo di irruvidimento della superficie è la pallinatura. La macchina utilizza delle piccole sfere di acciaio che colpiscono ad alta velocità la superficie consentendo così la rimozione di ogni rivestimento esistente (resine, pitture, ecc.), sporco, lattime di cemento e altri contaminanti superficiali. Questo mezzo è il più sicuro in quanto il processo è confinato nel carter della macchina che raccoglie separatamente la polvere e la sfere da riusare. Metodo consigliato in ambito industriale e su grandi superfici. 

pallinatura pavimento

Attacco acido con neutralizzazione
Pur essendo un metodo non consigliato è da valutare qualora non fossero praticabili gli altri metodi descritti in precedenza. Si effettua un lavaggio con soluzione acida (acido muriatico diluito in acqua in rapporto 1:4, ovvero 4 parti di acqua e una parte di acido) massaggiando la superficie con una scopa rigida. Obbligatoria la successiva neutralizzazione dell'acido con bicarbonato di sodio quando l'acido smette di reagire. Sciogliere 1kg di bicarbonato ogni 20L di acqua e lasciare agire per un periodo di almeno 20 minuti. Effettuare infine un abbondante risciacquo per rimuovere sostanze indesiderate in superficie.